venerdì, 31 marzo 2023 | 21:37

DL contro caro bollette: adempimenti fiscali

Il Decreto Legge n. 34/2023 recante misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese entra in vigore il 31 marzo 2023. Di seguito le disposizioni fiscali

Newsletter Inquery

DL contro caro bollette: adempimenti fiscali

Il Decreto Legge n. 34/2023 recante misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese entra in vigore il 31 marzo 2023. Di seguito le disposizioni fiscali

Richiedi informazioni Banca Dati Lavoro/Fiscale

Adesione agevolata e definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento (art. 17)

Sono definibili entro trenta giorni dalla data del 31 marzo 2023, gli avvisi di accertamento, gli avvisi di rettifica e di liquidazione e gli atti di recupero non impugnati e ancora impugnabili al 1° gennaio 2023, divenuti definitivi per mancata impugnazione nel periodo compreso tra il 2 gennaio ed il 15 febbraio 2023.

Sono definibili, anche le controversie pendenti al 15 febbraio 2023 innanzi alle corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado aventi ad oggetto atti impositivi, in cui è parte l'Agenzia delle entrate.

Per gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione definiti in acquiescenza nel periodo compreso tra il 2 gennaio e il 15 febbraio 2023, per i quali alla data del 31 marzo 2023 è in corso il pagamento rateale, gli importi ancora dovuti, a titolo di sanzione, possono essere rideterminati in base alle disposizioni, più vantaggiose (riduzione a un diciottesimo invece che a un terzo, come concesso dall’acquiescenza ordinaria), della legge di bilancio (articolo 1, commi 180 e 182, legge 197/2022), su istanza del contribuente entro la prima scadenza successiva. Resta fermo il piano di pagamento rateale originario e non sono, in ogni caso, rimborsabili o rideterminabili le maggiori sanzioni già versate.

Modifica dei termini della regolarizzazione delle violazioni formali e del ravvedimento speciale (art. 19)

Il termine entro cui pagare i 200 euro per periodo d’imposta, ovvero sola la prima rata, pari al 50% del totale, per l’adesione all’istituto che consente di sanare le infrazioni, le irregolarità e l’inosservanza di obblighi o adempimenti di natura formale commesse fino al 31 ottobre 2022, per le quali la competenza a irrogare le relative sanzioni amministrative è degli uffici delle Entrate, viene spostato dal 31 marzo al 31 ottobre 2023

Non viene modificata la data del 31 marzo 2024 entro cui versare la seconda rata e rimuovere le irregolarità, adempimento richiesto per il perfezionamento della procedura.

Più tempo anche per chi intende avvalersi del ravvedimento operoso speciale per regolarizzare, in riferimento ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate, le violazioni riguardanti le dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e a quelli precedenti, la data del 31 marzo 2023 viene sostituita con quella del 30 settembre 2023, e riguarda sia il termine per versare le somme dovute (ovvero la prima rata) sia la scadenza entro cui occorre rimuovere le irregolarità commesse.

Lo slittamento del prima rata ha comportato la revisione delle date delle rate successive (sulle quali sono dovuti gli interessi al tasso del 2% annuo): 31 ottobre, 30 novembre e 20 dicembre 2023; 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 20 dicembre 2024.

Modifica dei termini in materia di definizione agevolata delle controversie tributarie, conciliazione agevolata e rinuncia agevolata dei giudizi tributari pendenti innanzi alla Corte di cassazione (art. 20)

Per quanto riguarda la definizione agevolata, dietro pagamento di un determinato importo correlato al valore della controversia e diversificato in funzione dello stato e del grado in cui pende il giudizio, delle liti in cui è parte l’Agenzia delle entrate o l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, pendenti al 1° gennaio 2023 presso le Corti di giustizia tributaria o presso la Corte di cassazione, sono posticipati dal 30 giugno al 30 settembre 2023 sia il termine per la presentazione della domanda di definizione sia il termine per il versamento dei relativi importi ovvero della sola prima rata.

Nel caso in cui gli importi dovuti superano mille euro è ammesso il pagamento rateale, in un massimo di venti rate di pari importo, di cui le prime tre da versare, rispettivamente, entro il 30 settembre 2023, il 31 ottobre 2023 e il 20 dicembre 2023 e le successive entro il 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 20 dicembre di ciascun anno.

Per il contribuente che chiede al giudice la sospensione della controversia per avvalersi della definizione agevolata, il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2023 (non più 10 luglio 2023) e entro la stessa data l’interessato deve depositare, presso l’organo innanzi al quale pende la vertenza, copia della domanda di definizione e del versamento effettuato.

I termini di impugnazione delle pronunce sono sospesi per 11 mesi (invece di 9) per le controversie definibili e per la proposizione del controricorso in cassazione in scadenza tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2023 (non più il 31 luglio 2023).

L’eventuale diniego della definizione agevolata dovrà essere notificato entro il 30 settembre 2024 (non più il 31 luglio 2024).

In relazione alle ulteriori alternative alla definizione agevolata delle liti pendenti (quali la conciliazione per i giudizi innanzi alle Corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado e della rinuncia ai ricorsi presentati alla Corte suprema), i termini di adesione vengono prorogati di tre mesi, dal 30 giugno al 30 settembre 2023.

Interpretazione autentica delle norme della legge di bilancio sulla regolarizzazione - art. 1, commi 174, 176 e 179, legge 29 dicembre 2022, n. 197 (art. 21)

All'articolo 1, comma 174, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, le parole "le violazioni diverse da quelle definibili ai sensi dei commi da 153 a 159 e da 166 a 173, riguardanti le dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2021 e a periodi d'imposta precedenti” si interpretano nel senso che:

- sono escluse dalla regolarizzazione le violazioni rilevabili ai sensi degli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nonchè le violazioni di natura formale definibili ai sensi dell'articolo 1, commi da 166 a 173, della legge 29 dicembre 2022, 197;

- sono ricomprese nella regolarizzazione tutte le violazioni che possono essere oggetto di ravvedimento (art. 13, decreto legislativo n. 472/1997), commesse relativamente al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2021 e a periodi d'imposta precedenti, purchè la dichiarazione del relativo periodo d'imposta sia stata validamente presentata.

La disposizione di cui all'articolo 1, comma 176, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, si interpreta nel senso che:

- sono escluse dalla regolarizzazione le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale (art. 4, decreto-legge n. 167/1990, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 227/1990);

- sono ricomprese nella regolarizzazione le violazioni relative ai redditi di fonte estera, all'imposta sul valore delle attività finanziarie estere e all'imposta sul valore degli immobili situati all'estero (art. 19, commi da 13 a 17 e da 18 a 22, decreto-legge n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011), non rilevabili ai sensi dell'articolo 36-bis del decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonostante la violazione dei predetti obblighi di monitoraggio.

Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 179, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, con riferimento ai processi verbali di constatazione consegnati entro il 31 marzo 2023, si interpretano nel senso che la definizione agevolata ivi prevista si applica anche all'accertamento con adesione relativo agli avvisi di accertamento notificati successivamente a tale data sulla base delle risultanze dei predetti processi verbali.

Causa speciale di non punibilità dei reati tributari (Art. 23)

I reati di mancato versamento di ritenute alla fonte per un importo superiore a 150mila euro (art. 10-bis, Dlgs 74/2000), di mancato versamento dell’Iva, entro il termine per l’acconto del periodo d’imposta successivo, per un importo superiore a 250mila euro (art. 10-ter, Dlgs 74/2000), di indebita compensazione di crediti per un importo superiore a 50mila euro (art. 10-quater, Dlgs 74/2000) non sono punibili quando le relative violazioni sono correttamente definite e le somme dovute sono versate integralmente dal contribuente secondo le modalità e nei termini previsti dall'articolo 1, commi da 153 a 158 e da 166 a 252, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, purchè le relative procedure siano definite prima della pronuncia della sentenza di appello.

Il contribuente dà immediata comunicazione, all'Autorità giudiziaria che procede, dell'avvenuto versamento delle somme dovute o, in caso di pagamento rateale, del versamento della prima rata e, contestualmente, informa l'Agenzia delle entrate dell'invio della predetta comunicazione, indicando i riferimenti del relativo procedimento penale.

Il processo di merito è sospeso dalla ricezione delle comunicazioni sopra indicate, sino al momento in cui il giudice è informato dall'Agenzia delle entrate della corretta definizione della procedura e dell'integrale versamento delle somme dovute ovvero della mancata definizione della procedura o della decadenza del contribuente dal beneficio della rateazione.

Durante il periodo suindicato possono essere assunte le prove nei casi previsti dall'articolo 392 cpp.

di Daniela Nannola

Richiedi informazioni Banca Dati Lavoro/Fiscale