Bonus ricarica domestica: procedure e requisiti
Definite le modalità operative per la concessione dei contributi destinati all'acquisto e all'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici da parte di persone fisiche e condomìni nel periodo 2026-2030 (MIMIT - decreti 04 agosto 2026 e 11 settembre 2026)
Bonus ricarica domestica: procedure e requisiti
Definite le modalità operative per la concessione dei contributi destinati all'acquisto e all'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici da parte di persone fisiche e condomìni nel periodo 2026-2030 (MIMIT - decreti 04 agosto 2026 e 11 settembre 2026)
Il decreto individua le disposizioni attuative per l'erogazione dei contributi destinati all'acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici a favore di utenti domestici, persone fisiche e condomìni, in attuazione del DPCM 10 giugno 2026. La misura è finanziata con risorse pari a 10 milioni di euro riferiti ai residui dell'annualità 2025, 5 milioni per il 2026, 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030.
Il contributo copre l'80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica e di 8.000 euro per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. L'agevolazione è concessa soltanto a installazione completata e non è cumulabile con altri incentivi nazionali, regionali o dell'Unione europea riferiti alle medesime spese.
Sono ammissibili le spese sostenute dal 26 giugno 2026 al 31 marzo 2030, con imputazione del contributo all'annualità nella quale si conclude l'installazione dell'infrastruttura. Possono essere agevolati l'acquisto e la posa in opera delle colonnine di ricarica, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, i sistemi di monitoraggio e gestione, le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudo, nonché i costi per l'attivazione di un nuovo punto di consegna (POD). Restano escluse, tra l'altro, imposte, tasse, consulenze diverse da quelle espressamente ammesse, acquisto di terreni o immobili, autorizzazioni edilizie e costi di esercizio.
Le infrastrutture devono essere nuove, installate nel territorio nazionale in aree nella disponibilità del beneficiario e corredate della dichiarazione di conformità prevista dalla normativa vigente. Per il 2026 i dispositivi devono inoltre rispettare i requisiti tecnici stabiliti dall'ARERA ed essere compresi nell'elenco ufficiale pubblicato dal GSE; per le annualità successive è richiesta un'attestazione dell'installatore che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa.
Per le persone fisiche le infrastrutture devono essere destinate a uso esclusivamente privato e non accessibili al pubblico, mentre nei condomìni devono essere installate sulle parti comuni e destinate all'utilizzo collettivo dei condòmini.
La gestione della misura è affidata a Invitalia, che realizza e gestisce la piattaforma informatica, cura gli adempimenti amministrativi e tecnici, svolge le attività di controllo e opera anche quale funzionario delegato per la gestione contabile della misura.
Le domande sono presentate esclusivamente in modalità telematica, tramite autenticazione con SPID, CIE o CNS, secondo una procedura a sportello i cui termini di apertura e chiusura sono definiti con successivo decreto direttoriale. In caso di insufficienza delle risorse, le richieste sono istruite secondo l'ordine cronologico di presentazione. Ogni beneficiario può presentare una sola domanda, con la possibilità di ripresentarla una sola volta se la prima è dichiarata improcedibile.
L'istanza deve essere corredata dalla documentazione prevista dal decreto, tra cui fatture elettroniche, prova dei pagamenti tracciabili, dichiarazione di conformità dell'impianto, dati del conto corrente e, per gli interventi condominiali, la documentazione relativa al condominio e alla delibera assembleare.
Il soggetto gestore effettua verifiche preliminari sulla completezza e regolarità delle domande e svolge controlli a campione, anche mediante ispezioni, per accertare la veridicità delle dichiarazioni e la conformità della documentazione prodotta.
Il contributo è erogato dal Ministero in un'unica soluzione mediante decreto di concessione, nel rispetto dell'ordine cronologico di presentazione delle domande.
Qualora, anche a seguito dei controlli, siano accertate dichiarazioni non veritiere, documentazione non conforme o il mancato rispetto degli obblighi previsti dal decreto, il Ministero dispone la revoca totale o parziale del contributo e il beneficiario è tenuto alla restituzione delle somme percepite entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Il decreto precisa infine che la misura opera nell'ambito delle risorse già stanziate e ne dispone la pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero, con avviso nella Gazzetta Ufficiale.
Si rammenta che le domande per la concessione del contributo possono essere presentate dai soggetti richiedenti fino alle ore 12.00 del 31 gennaio 2027.
di Anna Russo
Fonte normativa



