giovedì, 30 aprile 2026 | 16:41

CNEL: approvata la riorganizzazione dell’archivio dei Contratti Collettivi

E’ in fase di elaborazione, da parte del CNEL, la nuova organizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi, al fine di introdurre un criterio oggettivo di selezione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

CNEL: approvata la riorganizzazione dell’archivio dei Contratti Collettivi

E’ in fase di elaborazione, da parte del CNEL, la nuova organizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi, al fine di introdurre un criterio oggettivo di selezione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Al fine di agevolare l’individuazione, nel Decreto lavoro in approvazione in questi giorni, del cosidetto “salario giusto”, il 20 aprile 2026 la Commissione dell’Informazione del CNEL ha approvato all’unanimità, la completa riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, che consentirà, per la prima volta, di disporre di una base informativa trasparente, accessibile e strutturata per settori Ateco.

In base a questa nuova fase di organizzazione, è possibile individuare con precisione i contratti leader sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, al fine di ridimensionare il problema quantitativo del dumping contrattuale.

Attualmente sono circa 99 CCNL sottoscritti da CGIL, CISL e UIL e coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato, mentre circa 800 contratti riconducibili a sigle minori si applicano a poco più del 2%, pari a circa 350 mila lavoratori.

Con questa riorganizzazione, l’Archivio CNEL diventerà uno strumento essenziale per monitorare il fenomeno del dumping e per supportare, anche nell’ambito del Codice dei contratti pubblici, valutazioni oggettive di equivalenza contrattuale da parte delle stazioni appaltanti e degli operatori economici.

La nuova organizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti introduce un criterio oggettivo di selezione dei contratti collettivi, fondato sul loro effettivo radicamento nel sistema produttivo, misurato attraverso i dati amministrativi INPS (Uniemens): potranno essere collocati nella sezione dei contratti nazionali di settore solo i CCNL applicati ad almeno il 5% dei dipendenti di una divisione ATECO o al 3% in almeno una divisione nel caso di contratti multi-settoriali.

Si supera, così, definitivamente la logica meramente formale del deposito dei contratti, introducendo un principio di rilevanza sostanziale che consente di individuare i contratti realmente rappresentativi e applicati e di distinguere in modo trasparente tra contrattazione effettiva e contrattazione marginale.

La riforma dell’Archivio si completa con l’introduzione delle schede contratto standardizzate costruite sulla base delle voci retributive e normative previste dal Codice dei contratti pubblici. Tali schede, integrate da note comparative, consentiranno, a operatori e stazioni appaltanti, di valutare in modo oggettivo l’equivalenza tra contratti collettivi, rafforzando la trasparenza del sistema e rendendo concretamente verificabile il fenomeno del dumping contrattuale nei diversi settori economici.

Ciò, anche perché tali forme di competizione al ribasso, spesso realizzate attraverso l’adozione di contratti collettivi di lavoro non rappresentativi e penalizzanti, inquinano la sana concorrenza fra gli operatori economici, ai danni delle imprese più capaci e trasparenti, rischiando, così, di ridurre anche la qualità dei servizi resi alle amministrazioni e ai cittadini.

In questa prospettiva, anche con un riferimento normativo del Codice dei contratti pubblici, si ha la possibilità di individuare nell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del CNEL, la fonte pubblica di riferimento per l’individuazione del contratto collettivo applicabile negli appalti pubblici.

In questa nuova organizzazione, i contratti non sono più pensati soltanto come testi da archiviare, ma come contenuti da classificare in modo funzionale all’uso pubblico, attraverso la tassonomia Ateco per sezioni e divisioni. Ciò in quanto, una stazione appaltante ha bisogno di sapere quale contratto “esista” in un determinato settore, quale risulti effettivamente coerente con l’attività oggetto dell’appalto e quale sia sottoscritto da associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, anche nel relativo perimetro produttivo.

Il problema, dunque, non è la proliferazione di testi contrattuali, ma la loro corretta lettura in termini di effettiva diffusione, campo di applicazione e comparabilità.

Su tale scia, lo studio del CNEL mette a confronto i contratti minori con i contratti del settore prendendo a riferimento i profili professionali più diffusi nel settore. La comparazione è costruita attraverso schede contratto elaborate applicando i parametri quali: retribuzione globale annua fissa, indennità, mensilità aggiuntive, part-time, straordinario, periodo di prova, preavviso, comporto, malattia, permessi, bilateralità, previdenza integrativa, sanità integrativa.

L’accordo interistituzionale tra CNEL e ANAC valorizza il lavoro di entrambe le istituzioni e le mette nelle condizioni di esercitare al meglio le rispettive competenze: da un lato, la capacità del CNEL di presidiare il dialogo fra le parti sociali e poi di custodire, organizzare e rendere intellegibile l’universo dei contratti collettivi, dall’altro, la funzione regolatoria e di indirizzo in materia di appalti affidata ad ANAC, chiamata a tradurre quel patrimonio informativo in criteri applicativi chiari, omogenei e verificabili.

Pertanto, il CNEL offrirà la classificazione dei contratti per sezioni e divisioni Ateco, le schede contratto di dettaglio, le note comparative, le analisi di radicamento e gli studi di equivalenza nei settori maggiormente esposti. Allo stesso tempo, ANAC valorizzerà questa base informativa attraverso la BDNCP, gli atti di regolazione, le indicazioni alle stazioni appaltanti, i modelli di gara, la formazione e la promozione di procedure omogenee.

In tal senso, insieme, le due istituzioni metteranno a disposizione delle amministrazioni una infrastruttura di orientamento che ridurrà incertezze, rafforzerà la qualità dei controlli e renderà più semplice applicare correttamente il riformato Codice dei contratti pubblici.

di Assia Olivetta