giovedì, 29 gennaio 2026 | 17:01

Collaborazione e subordinazione: criteri di distinzione

La subordinazione è intesa quale disponibilità del prestatore nei confronti del datore di lavoro con assoggettamento alle direttive da questo impartite. Altri elementi, come l'osservanza di un orario, l'assenza di rischio economico, la forma della retribuzione, possono avere, invece, valore indicativo ma mai determinante (CASSAZIONE - ordinanza 20 gennaio 2026 n. 1228)

Collaborazione e subordinazione: criteri di distinzione

La subordinazione è intesa quale disponibilità del prestatore nei confronti del datore di lavoro con assoggettamento alle direttive da questo impartite. Altri elementi, come l'osservanza di un orario, l'assenza di rischio economico, la forma della retribuzione, possono avere, invece, valore indicativo ma mai determinante (CASSAZIONE - ordinanza 20 gennaio 2026 n. 1228)


Il caso

Nella specie, una Corte di Appello territoriale ha confermato la pronuncia di primo grado nella parte in cui aveva respinto il ricorso proposto da un amministratore unico, avverso l'ordinanza con cui era stato loro ingiunto dalla DTL il pagamento di una somma di denaro a titolo di sanzioni amministrative per le violazioni di legge accertate con precedente verbale ispettivo limitatamente alla posizione di 11 lavoratori che avevano svolto il servizio di "maschere" in occasione di un concerto.

In sintesi, la Corte ha valutato le dichiarazioni rese dai presunti lavoratori nell'immediatezza agli ispettori nel senso di essere stati contattati direttamente dall'amministratore per svolgere attività di "servizio d'ordine" e controllo agli ingressi dell'evento; ha considerato che essi erano tutti collocati agli ingressi dello stadio ed intenti alla sorveglianza degli stessi, dunque chiaramente inseriti nell'organizzazione dell'evento; ha giudicato notorio che un'attività del genere non può essere svolta in condizioni di, sia pur parziale, autonomia da parte di meri collaboratori, necessitando di una indispensabile direzione ed organizzazione di parte datoriale.

La decisione della Suprema Corte

La Corte territoriale afferma essere "notorio" che l'attività contestata sia necessariamente eterodiretta, senza confrontarsi con il risalente insegnamento di legittimità secondo cui la subordinazione va provata e non può essere desunta dalla tipologia di attività espletata.

Ogni attività umana economicamente rilevante - ribadisce la Suprema Corte di Cassazione - può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato sia di rapporto di lavoro autonomo, a seconda delle modalità del suo svolgimento.

L'elemento tipico che contraddistingue il primo dei suddetti tipi di rapporto è costituito dalla subordinazione, intesa quale disponibilità del prestatore nei confronti del datore di lavoro con assoggettamento alle direttive da questo impartite circa le modalità di esecuzione dell'attività lavorativa , altri elementi, come l'osservanza di un orario, l'assenza di rischio economico, la forma della retribuzione e la stessa collaborazione, possono avere, invece, valore indicativo ma mai determinante.

di Francesca Esposito

Fonte normativa