giovedì, 29 gennaio 2026 | 17:06

Veicoli assegnati ai lavoratori: no ai dispositivi di controllo

Il dispositivo installato sul veicolo aziendale e associato al nominativo del dipendente, che raccoglie i dati sui viaggi di lavoro e privati (tempi, km, consumi e stile di guida), per l’assegnazione di un punteggio mensile al fine di valutare il comportamento alla guida dei dipendenti e adottare eventuali interventi correttivi, vìola le norme sulla privacy (Garante privacy - nota 29 gennaio 2026 n. 542)

Veicoli assegnati ai lavoratori: no ai dispositivi di controllo

Il dispositivo installato sul veicolo aziendale e associato al nominativo del dipendente, che raccoglie i dati sui viaggi di lavoro e privati (tempi, km, consumi e stile di guida), per l’assegnazione di un punteggio mensile al fine di valutare il comportamento alla guida dei dipendenti e adottare eventuali interventi correttivi, vìola le norme sulla privacy (Garante privacy - nota 29 gennaio 2026 n. 542)

Il Garante privacy ha inflitto una sanzione di 120mila euro ad una società che monitorava 5 dipendenti con auto aziendale.

La società, parte di un gruppo multinazionale, su disposizione della capogruppo svizzera, aveva fatto installare sui propri veicoli aziendali un dispositivo - associato al nominativo del conducente - che raccoglieva, in modo illecito, i dati sui viaggi di lavoro e privati (tempi, km, consumi e stile di guida) dei lavoratori, per l’assegnazione di un punteggio mensile.

I dati così raccolti, venivano conservati per un periodo di 13 mesi e utilizzati ai fini delle valutazioni del comportamento alla guida dei dipendenti, nonché per l’adozione di eventuali interventi correttivi.

In particolare, il dispositivo installato sui veicoli aziendali raccoglieva informazioni molto dettagliate sui viaggi effettuati, tali da consentire un controllo sull’attività dei lavoratori, svolto in assenza delle garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori.

Inoltre, l’informativa resa ai lavoratori era rivolta a tutte le società affiliate del gruppo, incluse quelle con sede extra-Ue, senza indicare in modo chiaro le finalità, le basi giuridiche né i soggetti qualificabili come titolari, responsabili e destinatari del trattamento dei dati.

Gli accertamenti condotti dal Garante hanno inoltre evidenziato che l’accesso alle informazioni raccolte tramite i dispositivi installati sulle auto aziendali era consentito anche al personale di altre società del gruppo, in assenza di un’idonea autorizzazione.

Oltre la sanzione, il Garante della Privacy ha disposto la cancellazione dei dati relativi ai viaggi dei lavoratori, raccolti e utilizzati per l’attribuzione dei punteggi di comportamento alla guida.

di Ciro Banco

Fonte Normativa

Garante privacy - nota 29 gennaio 2026 n. 542