giovedì, 11 luglio 2024 | 11:04

In GU la direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità

Pubblicata nella GU, Serie L, del 5 luglio 2024, la direttiva 2024/1760/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, in vigore dal 25 luglio 2024

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In GU la direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità

Pubblicata nella GU, Serie L, del 5 luglio 2024, la direttiva 2024/1760/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, in vigore dal 25 luglio 2024

In particolare la presente direttiva si applica alle società che sono costituite in conformità della normativa di uno Stato membro e soddisfano una delle condizioni seguenti:

- avere avuto, in media, più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto a livello mondiale superiore a 450.000.000 euro nell'ultimo esercizio per il quale è stato o avrebbe dovuto essere adottato il bilancio d'esercizio;

- pur senza raggiungere i limiti minimi di cui sopra, essere la società capogruppo di un gruppo che ha raggiunto tali limiti minimi nell'ultimo esercizio per il quale è stato o avrebbe dovuto essere adottato il bilancio d'esercizio consolidato;

- aver concluso o essere la società capogruppo di un gruppo che ha concluso accordi di franchising o di licenza nell'Unione in cambio di diritti di licenza con società terze indipendenti, qualora tali accordi garantiscano un'identità comune, un concetto aziendale comune e l'applicazione di metodi aziendali uniformi, e qualora tali diritti di licenza ammontassero a più di 22.500.000 euro nell'ultimo esercizio in cui è stato adottato o avrebbe dovuto essere adottato il bilancio annuale, e a condizione di aver registrato o di essere la società capogruppo di un gruppo che ha registrato un fatturato netto a livello mondiale superiore a 80.000.000 euro nell'ultimo esercizio in cui è stato adottato o avrebbe dovuto essere adottato il bilancio annuale.

La direttiva, inoltre, si applica anche alle società che sono costituite in conformità della normativa di un paese terzo e soddisfano una delle condizioni di cui sopra.

L'obiettivo della direttiva è quello di stabilire norme in materia di obblighi rispetto agli impatti negativi sui diritti umani e agli impatti ambientali negativi, siano essi effettivi o potenziali, che incombono alle società nell'ambito delle proprie attività, delle attività delle loro filiazioni e delle attività svolte dai loro partner commerciali nelle catene di attività di tali società; di responsabilità delle violazioni di detti obblighi e di obblighi che incombono sulle società di adottare e attuare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici volto a garantire, con il massimo impegno possibile, la compatibilità del modello e della strategia aziendali della società con la transizione verso un'economia sostenibile e con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C in linea con l'accordo di Parigi.

Gli Stati membri provvedono a che ciascuna società eserciti il dovere di diligenza basato sul rischio in materia di diritti umani e di ambiente mediante:

- integrazione del dovere di diligenza nelle proprie politiche e nei propri sistemi di gestione dei rischi;

- individuazione e valutazione degli impatti negativi effettivi o potenziali e, se necessario, attribuzione di priorità agli impatti negativi effettivi e potenziali;

- prevenzione e attenuazione degli impatti negativi potenziali e arresto degli impatti negativi effettivi e minimizzazione della relativa entità;

- riparazione degli impatti negativi effettivi;

- svolgimento di un dialogo significativo con i portatori di interessi;

- instaurazione e mantenimento di un meccanismo di notifica e una procedura di reclamo;

- monitoraggio dell'efficacia della politica e delle misure relative al dovere di diligenza;

- comunicazione pubblica sul dovere di diligenza.

Ciascuno Stato membro designa una o più autorità di controllo incaricate di vigilare sul rispetto degli obblighi previsti dalle disposizioni di diritto nazionale.

Gli Stati membri provvedono a che ciascuna persona fisica o giuridica abbia il diritto di trasmettere, mediante canali facilmente accessibili, una segnalazione circostanziata all'autorità di controllo se ha motivo di ritenere, in base a circostanze obiettive, che una società non rispetti le disposizioni di diritto nazionale.

Per questi motivi non è esclusa l'applicazione delle sanzioni, anche pecuniarie, applicabili in caso di violazione delle disposizioni di diritto nazionale adottate in attuazione della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l'applicazione.

Tuttavia, è previsto che, una società possa essere ritenuta responsabile di un danno causato a una persona fisica o giuridica, a condizione che la società non abbia ottemperato, intenzionalmente o per negligenza, ai propri obblighi di diligenza quando il diritto, il divieto o l'obbligo elencato nell'allegato alla presente direttiva sia inteso a tutelare la persona fisica o giuridica e a seguito dell'inosservanza di cui sopra, sia stato causato un danno agli interessi giuridici della persona fisica o giuridica che sono tutelati dal diritto nazionale.

Una società non può essere ritenuta responsabile se il danno è stato causato solo dai suoi partner commerciali nella sua catena di attività.

di Ilia Sorvillo

Fonte normativa