venerdì, 23 febbraio 2024 | 13:48

Nessuna causa ostativa al regime forfetario per il lavoratore autonomo che fattura le sue prestazioni al precedente datore di lavoro estero

Il contribuente che rientra in Italia, dove risiede ai fini fiscali a decorrere dal 2024, e che concluda il rapporto di lavoro dipendente con il datore di lavoro estero nel corso del 2023 e apre a gennaio del 2024 una partita Iva, può applicare il regime dei forfetari a decorrere dal 2024 (AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 50)

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Nessuna causa ostativa al regime forfetario per il lavoratore autonomo che fattura le sue prestazioni al precedente datore di lavoro estero

Il contribuente che rientra in Italia, dove risiede ai fini fiscali a decorrere dal 2024, e che concluda il rapporto di lavoro dipendente con il datore di lavoro estero nel corso del 2023 e apre a gennaio del 2024 una partita Iva, può applicare il regime dei forfetari a decorrere dal 2024 (AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 50)

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Nella fattispecie contenuta nell'istanza di interpello, l'istante dichiara di prestare la propria attività lavorativa come lavoratore dipendente in uno Stato Mambro dell'Unione Europea e di voler trasferire in Italia la propria residenza con effetto fiscale dal periodo d'imposta 2024 (ossia, dal 1° gennaio 2024). Al riguardo, l'Istante riferisce di avere concordato con il proprio datore di lavoro di chiudere il proprio contratto di lavoro dipendente entro il 31.12.2023, di aprire una partita iva italiana nel gennaio del 2024, di fatturare le proprie prestazioni al datore di lavoro estero come lavoratore autonomo, di poter svolgere l'attività di lavoro autonomo anche con soggetti diversi dall'attuale datore di lavoro.

Inoltre, l'Istante dichiara di aver avuto compensi per lavoro dipendente nell'anno 2023 superiori a euro 30.000 e di lavorare per lo stesso datore di lavoro estero dal novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2023.

Ciò posto, l'Istante chiede se nel suo caso trovino applicazione le cause di esclusione dal Regime dei Forfetari previste dalla legge n. 190 del 2014, articolo 1, comma 57, lettere d-bis e d-ter.

Il parere del Fisco al riguardo viene reso nel presupposto che il contribuente, sia effettivamente residente all'estero nell'anno 2023 e che, secondo le intenzioni manifestate nell'istanza di interpello, trasferisca per l'anno 2024 la residenza in Italia e ivi svolga la propria attività di lavoro autonomo nei termini descritti nell'istanza.

Ciò posto, giova ricordare che la legge n. 190 del 2014, all'articolo 1, commi da 54 a 89, ha introdotto un regime fiscale agevolato, il c.d. Regime dei Forfetari, rivolto ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti.

Con riferimento alla causa ostativa di cui alla lettera d-bis) del comma 57 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014, va rilevato che detta previsione esclude che possano avvalersi del Regime dei Forfetari le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, a esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell'esercizio di arti o professioni.

Come riportato nella relazione illustrativa della legge di bilancio 2019, la riformulazione della causa ostativa di cui alla lettera d-bis) del citato comma 57 risponde alla ratio di evitare artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo.

Con riferimento alla fattispecie rappresentata nell'istanza, la circostanza che il professionista possa instaurare un rapporto di lavoro autonomo con un soggetto estero, con il quale è intercorso, sempre all'estero, un rapporto di lavoro dipendente durante il periodo di sorveglianza, escluderebbe la sussistenza di una sua artificiosa trasformazione nel senso sopra descritto, non essendovi alcun criterio di collegamento con il territorio dello Stato dei redditi di lavoro dipendente percepiti all'estero.

Inoltre, con riferimento alla causa ostativa di cui alla lettera d-ter) del comma 57 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014, va evidenziato che la stessa dispone che non possono avvalersi del Regime dei Forfetari le persone fisiche che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli artt. 49 e 50 del TUIR, eccedenti l'importo di 30.000 euro e che la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

Con riferimento alla fattispecie rappresentata nell'istanza in esame, l'Istante evidenzia di voler "chiudere" (melius, cessare) il rapporto di lavoro alle dipendenze del datore di lavoro estero entro il 31 dicembre 2023, ovvero nell'anno precedente a quello in cui intende applicare in Italia il Regime dei Forfetari.

Al riguardo, va evidenziato che l'accesso al regime agevolato in esame è in ogni caso precluso ai soggetti che nell'anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro, tranne nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente sia cessato nell'anno precedente.

Pertanto, nel presupposto che si verifichino tutte le condizioni rappresentate (ossia, che l'Istante rientri in Italia e sia considerato ivi residente ai fini fiscali a decorrere dal 2024 e che concluda il rapporto di lavoro di lavoro con il datore di lavoro estero nel corso del 2023), il Fisco ritiene che, a decorrere dal 2024, l'Istante possa applicare il Regime dei Forfetari (ferma restando naturalmente la sussistenza degli ulteriori requisiti) in quanto non risultano integrate, nei termini sopra detti, le cause ostative di cui alle lettere d-bis) e d-ter) del comma 57 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014.

di Daniela Nannola

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Fonte Normativa
AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 50

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