venerdì, 23 febbraio 2024 | 12:27

Ecobonus: chiarimenti sul limite massimo di detrazione

Il limite massimo di detrazione, spettante in relazione agli interventi di riqualificazione energetica, deve intendersi riferito all'unità immobiliare oggetto dell'intervento e va suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell'immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell'onere da ciascuno effettivamente sostenuto (AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 51)

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Ecobonus: chiarimenti sul limite massimo di detrazione

Il limite massimo di detrazione, spettante in relazione agli interventi di riqualificazione energetica, deve intendersi riferito all'unità immobiliare oggetto dell'intervento e va suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell'immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell'onere da ciascuno effettivamente sostenuto (AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 51)

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In via preliminare va ricordato che l'art. 1, commi da 344 a 349, L n. 296/2006 prevede una detrazione spettante per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. In particolare, il beneficio fiscale consiste nel riconoscimento di una detrazione d'imposta delle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico del contribuente fruibile entro un limite massimo e nella misura percentuale stabiliti in relazione a ciascuna tipologia degli interventi previsti.

Per quanto qui di interesse, si evidenzia che:

­- per gli interventi sull'involucro (opaco e trasparente) di edifici esistenti, è prevista una detrazione di imposta pari al 65% delle spese sostenute, nel limite di euro 60.000 per ciascun immobile;

­- per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, nel limite massimo di spesa di euro 30.000 per ciascun immobile e per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2018, la detrazione fiscale varia in base alle caratteristiche tecniche degli impianti installati.

Il comma 348 del cit. art. 1, rinvia alla normativa in materia di detrazione d'imposta per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cui all’art. 16-bis del TUIR e dal relativo decreto di attuazione 18 febbraio 1998, n. 41, nonché alle disposizioni in materia di certificazione energetica degli edifici (DLgs 19 agosto 2005 n. 192).

La detrazione è attualmente disciplinata dall'art. 14, DL n. 63/2013, come da ultimo modificato dall'art. 1, co. 37, L 30 dicembre 2021 n. 234, che ha elevato l'aliquota della detrazione al 65% con riferimento alle spese sostenute a partire dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2024 e ha introdotto ulteriori interventi agevolabili. A partire dal 2018, inoltre, per alcune spese la detrazione è ridotta al 50%.


Come confermato, con la circolare n. 17/E del 26 giugno 2023, sono ammessi alla detrazione i soggetti, residenti e non residenti, titolari di qualsiasi tipologia di reddito.

In particolare, per quanto riguarda i titolari di reddito d'impresa, che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, la risoluzione n. 34/E del 25 giugno 2020 ha chiarito che le detrazioni in materia di riqualificazione energetica spettano a tali soggetti a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.

Ai fini della fruizione dell'agevolazione, inoltre, gli edifici interessati dagli interventi di riqualificazione energetica devono avere determinate caratteristiche tecniche e, in particolare, devono essere dotati di impianto di riscaldamento, funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria.

Ciò premesso, con specifico riferimento al caso di specie, il limite massimo di detrazione deve intendersi riferito all'unità immobiliare oggetto dell'intervento e, pertanto, andrà suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell'immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell'onere da ciascuno effettivamente sostenuto. Anche per gli interventi condominiali l'ammontare massimo di detrazione, in analogia con quanto previsto in relazione alla detrazione per le ristrutturazioni edilizie, deve intendersi riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l'edificio tranne nella ipotesi in cui l'intervento di riqualificazione energetica si riferisce all'intero edificio e non a parti di edificio.

Inoltre, ai fini della detrazione in commento, la locuzione “parti comuni di edificio residenziale” deve essere considerata in senso oggettivo e non soggettivo e va riferita, dunque, alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori'.

In sostanza, dunque, ai fini della determinazione del limite massimo di detrazione spettante vanno considerate le unità immobiliari di cui si compone l'edificio oggetto degli interventi agevolabili.

di Patrizio Petricelli

Fonte Normativa


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