venerdì, 23 febbraio 2024 | 14:32

Detassazione sopravvenienze attive in esecuzione di un accordo di ristrutturazione

A seguito della revisione di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, se il giudizio di omologa non è stato rinnovato le sopravvenienze attive concorrono interamente alla formazione della base imponibile IRES (AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 49)

Newsletter Inquery

Detassazione sopravvenienze attive in esecuzione di un accordo di ristrutturazione

A seguito della revisione di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, se il giudizio di omologa non è stato rinnovato le sopravvenienze attive concorrono interamente alla formazione della base imponibile IRES (AdE - risposta 22 febbraio 2024 n. 49)

Informazione estratta dalla Banca Dati Inquery - chiedi informazioni per l'utilizzo

Seguici:

Nel caso di specie, una società ha perfezionato, con scrittura privata autenticata, un accordo di ristrutturazione dei debiti in conformità alla disciplina contenuta nell'allora vigente articolo 182-bis, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Di seguito, a causa dell'andamento negativo del mercato immobiliare, la società non è riuscita a rispettare i termini pattuiti per la soddisfazione dei creditori sottoscrittori dell'accordo stesso.

Al riguardo, la società ha avviato una revisione del piano di risanamento al fine di rendere compatibile lo stesso con il mutato scenario economico, vale a dire un risultato di minor realizzo dell'attivo rispetto al precedente piano e conseguentemente una parziale riduzione della somma offerta in pagamento ai creditori aderenti, nonchè tempi di esecuzione dell'intesa negoziale estesi. La suddetta revisione non impone il rinnovo del giudizio di omologazione da parte del Tribunale, ma la pubblicazione del nuovo accordo presso il registro delle Imprese.

A fronte della falcidia dell'indebitamento esistente nei confronti dei creditori aderenti all'accordo omologato, la società chiede se alla sopravvenienza attiva possa essere applicata la previsione agevolativa contenuta nell'art. 88, comma 4-ter del TUIR.

Si rammenta che, sotto il profilo fiscale l'articolo 88, comma 4-ter del TUIR prevede un regime speciale di detassazione delle sopravvenienze attive derivanti dallo stralcio dei debiti in esecuzione di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, allo scopo di non aggravare lo stato di crisi e di consentire più agevolmente il ritorno in bonis dell'imprenditore. Il beneficio fiscale è, tuttavia, limitato alla quota di sopravvenienza attiva che residua dopo aver scomputato le perdite di periodo e quelle pregresse, senza considerare, per queste ultime, il limite dell'ottanta per cento, la deduzione ACE e la (eventuale) eccedenza riportabile, nonchè gli interessi passivi e oneri assimilati.

Per quanto riguarda i presupposti della detassazione, nella risposta n. 414/2019 è stato evidenziato che la riduzione dei debiti dell'impresa, avvenuta in conseguenza della cessione dell'immobile prevista dall'accordo di ristrutturazione originariamente omologato, anche se in data successiva alla scadenza dello stesso, ma in vigenza dell'accordo di estensione della sua efficacia (proroga registrata, ma non nuovamente omologata), è riconducibile alla previsione di cui all'articolo 88, comma 4-ter, del TUIR, posto che nella fattispecie oggetto della risposta "nella sostanza, ripropone sostanzialmente i medesimi effetti in termini di esdebitamento dei creditori seppur in un periodo successivo a quello al termine di efficacia dell'originario accordo di ristrutturazione. Inoltre, con la risposta n. 201/2022 è stata escluso il menzionato beneficio fiscale e, conseguentemente, riconosciuta la tassazione integrale ai fini IRES della sopravvenienza attiva da esdebitazione per le riduzioni dei debiti derivanti dalle procedure poste in essere dal socio in fase di esecuzione del concordato, in quanto si tratta di componenti di reddito che sebbene conseguite in fase di esecuzione di concordato, esulano dall'originario concordato omologato, ancorando, pertanto, al provvedimento giudiziale di omologazione, la genesi degli effetti fiscali agevolativi.

A differenza di quanto detto sopra, nel caso qui in esame emerge che la prospettata revisione dell'accordo omologato non determina una riproposizione dei suoi effetti in termini di esdebitamento dei creditori seppur in un periodo successivo a quello al termine di efficacia dell'originario accordo di ristrutturazione, ma produce, di fatto, una diversa quantificazione di tale esdebitamento rispetto a quella prevista nell'originaria formulazione dell'accordo. Tuttavia, proprio a partire dal momento dell'emissione del provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione e nell'ambito delle sopravvenienze attive direttamente derivanti dall'attuazione dell'accordo, il contribuente potrà beneficiare del relativo regime di detassazione ivi previsto, senza che a tal proposito assumano rilevanza eventuali ulteriori sopravvenienze attive che esulano dall'originario accordo omologato (mutatis mutandi la richiamata risposta n. 212/2020).

In conclusione, si ritiene che le maggiori sopravvenienze attive realizzate a seguito della revisione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182-bis omologato e per il quale il relativo giudizio di omologa non sia stato rinnovato, non siano riconducibili alla previsione di cui all'articolo 88, comma 4-ter, del TUIR e, di conseguenza, concorrano interamente alla formazione della base imponibile IRES ai sensi dell'articolo 88 del TUIR.

di Ilia Sorvillo

Fonte normativa

Informazione estratta dalla Banca Dati Inquery - chiedi informazioni per l'utilizzo