giovedì, 22 febbraio 2024 | 15:48

Riforma accertamento: aumenta la partecipazione del contribuente

Ai fini della riforma fiscale, sono state introdotte nuove disposizioni volte a potenziare la partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento. Le misure introdotte, di seguito indicate, si applicano con riferimento agli atti emessi dal 30 aprile 2024 (art. 1, DLgs 12 febbraio 2024 n. 13)

Newsletter Inquery

Riforma accertamento: aumenta la partecipazione del contribuente

Ai fini della riforma fiscale, sono state introdotte nuove disposizioni volte a potenziare la partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento. Le misure introdotte, di seguito indicate, si applicano con riferimento agli atti emessi dal 30 aprile 2024 (art. 1, DLgs 12 febbraio 2024 n. 13)

Informazione estratta dalla Banca Dati Inquery - chiedi informazioni per l’utilizzo

 

Accertamento con adesione

 

L’accertamento con adesione può avere ad oggetto non solo le imposte sul reddito e l’Iva, ma anche il recupero dei crediti indebitamente compensati non dipendente da un precedente accertamento.

Lo schema di atto, comunicato al contribuente ai fini del contraddittorio preventivo previsto dall'art. 6-bis, co. 3, L 27 luglio 2000, n. 212, deve recare oltre all'invito alla formulazione di osservazioni, anche quello alla presentazione di istanza per la definizione dell'accertamento con adesione, in luogo delle osservazioni. L'invito alla presentazione di istanza per la definizione dell'accertamento con adesione è in ogni caso contenuto nell'avviso di accertamento o di rettifica ovvero nell'atto di recupero non soggetto all'obbligo del contraddittorio preventivo.

 

Accertamento con adesione proposto dall’ufficio

 

In caso di accertamento di adesione proposto dall’ufficio, quest’ulltimo invita il contribuente a comparire, contestualmente alla notifica dell'avviso di accertamento o di rettifica ovvero dell'atto di recupero. In caso di accertamento con adesione proposto dal contribuente, è invece quest’ultimo su istanza a richiedere a comparire davanti all’ufficio per la formulazione della proposta di accertamento.

Tale disposizione è prevista anche per l’accertamento con adesione di altre imposte indirette.

 

Con l’abrogazione dell’”Invito obbligatorio”, l’ufficio, prima di emettere un avviso di accertamento non è più tenuto ad inviare al contribuente l’invito a comparire per l'avvio del procedimento di definizione dell'accertamento.

Introdotta, invece, la possibilità per il contribuente di prestare adesione anche ai verbali di constatazione senza condizioni o condizionandola alla rimozione di errori manifestati. L'adesione può avere a oggetto esclusivamente il contenuto integrale del verbale di constatazione e deve intervenire entro i 30 giorni successivi alla data della consegna del verbale mediante comunicazione, da parte del contribuente, al competente ufficio dell'Agenzia delle entrate indicato nel verbale e all'organo che lo ha redatto.


Accertamento con adesione su richiesta del contribuente

 

Non è più prevista la possibilità di presentare la domanda in carta in libera e, inoltre, il contribuente nei cui confronti sia stato notificato avviso di accertamento o di rettifica, ovvero atto di recupero, per i quali non si applica il contraddittorio preventivo, può formulare anteriormente all'impugnazione dell'atto innanzi alla Corte di giustizia tributaria di primo grado, istanza di accertamento con adesione, indicando il proprio recapito, anche telefonico, anche in difetto dell'invio dell'invito a comparire. L'istanza di adesione deve essere proposta entro il termine di presentazione del ricorso.

Tale disposizione è prevista anche per l’accertamento con adesione di altre imposte indirette.

 

Nel caso di avviso di accertamento o di rettifica, ovvero atto di recupero, per i quali si applica il contraddittorio preventivo, il contribuente può formulare istanza di accertamento con adesione, indicando il proprio recapito, anche telefonico, entro 30 giorni dalla comunicazione dello schema di atto di cui all'art. 6-bis, co. 3, L 27 luglio 2000 n. 212. Il contribuente può presentare istanza di accertamento con adesione anche nei 15 giorni successivi alla notifica dell'avviso di accertamento o di rettifica ovvero dell'atto di recupero, che sia stato preceduto dalla comunicazione dello schema di atto.

E' fatta sempre salva la possibilità per le parti, laddove all'esito delle osservazioni di cui all'art. 6-bis, co. 3, L n. 212/2000 emergano i presupposti per un accertamento con adesione, di dare corso, di comune accordo, al relativo procedimento.

Inoltre, nel caso in cui il contribuente abbia presentato istanza di accertamento con adesione successivamente alla notifica dell'avviso di accertamento o di rettifica, ovvero dell'atto di recupero, che sia stato preceduto dal contraddittorio preventivo, l'ufficio, ai fini dell'accertamento con adesione, non è tenuto a prendere in considerazione elementi di fatto diversi da quelli dedotti con le eventuali osservazioni presentate dal contribuente, e comunque da quelli che costituiscono l'oggetto dell'avviso di accertamento o rettifica ovvero dell'atto di recupero.

 

Versamenti da accertamento con adesione

 

Per il versamento delle somme dovute a seguito di un accertamento con adesione conseguente alla definizione di atti di recupero non è possibile avvalersi della rateazione e della compensazione prevista dall'art. 17, DLgs 9 luglio 1997, n. 241.

L’ufficio rilascio al contribuente copia dell’atto dell’accertamento con adesione solo dopo aver verificato l’avvenuto pagamento.

 

Controlli degli uffici delle imposte

 

Relativamente ai controlli degli uffici delle imposte, nel caso di esercizio di attività d'impresa o di arti e professioni in forma associata, ovvero in caso di azienda coniugale non gestita in forma societaria, e in caso di società che optano per la trasparenza fiscale, la competenza territoriale, spetta all'ufficio competente all'accertamento nei confronti della società, dell'associazione o del titolare dell'azienda coniugale, con riguardo al relativo reddito di partecipazione attribuibile ai soci, agli associati o all'altro coniuge, che procede con accertamento parziale.

 

Atti di recupero

 

Per il recupero dei crediti non spettanti o inesistenti, l'Agenzia delle entrate applica, in deroga alle disposizioni vigenti, le seguenti:

a) per la riscossione dei crediti non spettanti o inesistenti utilizzati, in tutto o in parte, in compensazione ai sensi dell'art. 17, DLgs 9 luglio 1997, n. 241, l'ufficio può emanare apposito atto di recupero motivato da notificare al contribuente con le modalità previste dagli artt. 60 e 60-ter, DPR n. 600/1973;

b) si applicano le disposizioni di cui agli art. 16, co. 3, e 17, co. 2, DLgs 18 dicembre 1997, n. 472;

c) l'atto di cui alla lettera a), emesso a seguito del controllo degli importi a credito indicati nei modelli di pagamento unificato per la riscossione di crediti non spettanti e inesistenti, utilizzati, in tutto o in parte, in compensazione ai sensi dell'art. 17, DLgs 9 luglio 1997, n. 241, deve essere notificato, a pena di decadenza, rispettivamente, entro il 31 dicembre del quinto anno e dell'ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo;

d) il pagamento delle somme dovute deve essere effettuato per intero entro il termine per presentare ricorso senza possibilità di avvalersi della compensazione prevista dall'art. 17, DLgs 9 luglio 1997, n 241;

e) la competenza all'emanazione degli atti di cui alla lettera a), emessi prima del termine per la presentazione della dichiarazione, spetta all'ufficio nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale del soggetto per il precedente periodo di imposta;

f) per le controversie relative all'atto di recupero di cui alla lettera a) si applicano le disposizioni previste dal DLgs 31 dicembre 1992, n. 546;

g) in assenza di specifiche disposizioni, le lettere a), b), d), e f) si applicano anche per il recupero di tasse, imposte e importi non versati, compresi quelli relativi a contributi e agevolazioni fiscali indebitamente percepiti o fruiti ovvero a cessioni di crediti di imposta in mancanza dei requisiti.


Notificazioni e comunicazioni al domicilio digitale

 

Tutti gli atti, i provvedimenti, gli avvisi e le comunicazioni, compresi quelli che per legge devono essere notificati, possono essere inviati direttamente dal competente ufficio via PEC (DPR 11 febbraio 2005 n. 68):

- se destinati a pubbliche amministrazioni e a gestori di pubblici servizi, al domicilio digitale risultante dall'Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA);

- se destinati alle imprese individuali o costituite in forma societaria e a tutti i professionisti i cui indirizzi digitali sono inseriti nell'Indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti (INI-PEC), al domicilio digitale risultante da tale Indice, anche nel caso in cui per lo stesso soggetto è presente un diverso indirizzo nell'Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche, dei professionisti e degli altri enti di diritto privato non tenuti all'iscrizione in albi, elenchi o registri professionali o nel registro delle imprese (INAD), ovvero nell'Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA);

- se destinati alle persone fisiche, ai professionisti e agli altri enti di diritto privato di cui all'art. 6-quater, DLgs n. 82/2005 al domicilio digitale professionale risultante dall'Indice di cui all'articolo 6-quater di cui al medesimo codice o, in mancanza, all'unico domicilio digitale ivi presente;

- se destinati ai soggetti che hanno eletto il domicilio digitale speciale, a tale domicilio speciale.

 

Relativamente agli atti, agli avvisi e ai provvedimenti che per legge devono essere notificati, se il domicilio digitale al quale è stato effettuato l'invio risulta saturo, l'ufficio effettua un secondo tentativo di consegna decorsi almeno 7 giorni dal primo invio.

 

Riscossione

 

Nell’ambito dell’attività di riscossione dell’Agenzia Entrate-Riscossione, la notifica della cartella può essere eseguita con le modalità e ai domicili digitali stabiliti dalla nuova disposizioni in precedenza indicata.

Inoltre, gli atti e le comunicazioni dell'agente della riscossione dei quali la legge non prescrive la notificazione possono essere portati a conoscenza dei destinatari con le suddette modalità e ai domicili digitali.

 

di Patrizio Petricelli

 

Fonte Normativa

 

 

Approfondimento

 



 

Rassegna Stampa

 

 

 

Informazione estratta dalla Banca Dati Inquery - chiedi informazioni per l’utilizzo