giovedì, 22 febbraio 2024 | 17:36

In Gazzetta ufficiale la disciplina del concordato preventivo biennale

Al fine di razionalizzare gli obblighi dichiarativi e di favorire l'adempimento spontaneo, i contribuenti di minori dimensioni, titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni che svolgono attività nel territorio dello Stato, possono accedere a un concordato preventivo biennale alle condizioni e secondo le modalità previste nel decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13 entrato in vigore il 22 febbraio 2024

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In Gazzetta ufficiale la disciplina del concordato preventivo biennale

Al fine di razionalizzare gli obblighi dichiarativi e di favorire l'adempimento spontaneo, i contribuenti di minori dimensioni, titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni che svolgono attività nel territorio dello Stato, possono accedere a un concordato preventivo biennale alle condizioni e secondo le modalità previste nel decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13 entrato in vigore il 22 febbraio 2024

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Le disposizioni relative al concordato preventivo biennale introdotte dal decreto in oggetto si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023.

Per l'applicazione del concordato preventivo biennale, l'Agenzia delle entrate formula una proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall'esercizio d'impresa o dall'esercizio di arti e professioni e del valore della produzione netta, rilevanti, rispettivamente, ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Per il solo periodo di imposta 2024, l'applicazione del concordato preventivo è limitata, in via sperimentale, a una sola annualità, nei confronti dei contribuenti esercenti attività d'impresa, arti o professioni che aderiscono al regime forfetario (art. 1, commi 54 a 89, L 23 dicembre 2014 n. 190).

L'Agenzia delle entrate, entro il 1° aprile di ciascun anno, mette a disposizione dei contribuenti o dei loro intermediari, anche mediante l'utilizzo delle reti telematiche, appositi programmi informatici per l'acquisizione dei dati necessari per l'elaborazione della proposta. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuati le modalità e i dati da comunicare telematicamente all'Amministrazione finanziaria e con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze sono individuati i periodi d'imposta per i quali la metodologia approvata consente di definire la proposta di concordato preventivo biennale.

Per il 2024 e il 2025, i programmi informatici sono resi disponibili rispettivamente entro il 15 giugno ed entro il 15 aprile.

La proposta di concordato è elaborata dall'Agenzia delle entrate, in coerenza con i dati dichiarati dal contribuente e comunque nel rispetto della sua capacità contributiva, sulla base di una metodologia che valorizza, anche attraverso processi decisionali completamente automatizzati, le informazioni già nella disponibilità dell'Amministrazione finanziaria, limitando l'introduzione di nuovi oneri dichiarativi. La predetta metodologia, predisposta per i contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale e per i contribuenti che aderiscono al regime forfetario, con riferimento a specifiche attività economiche tiene conto degli andamenti economici e dei mercati, delle redditività individuali e settoriali desumibili dagli indici sintetici di affidabilità fiscale (art. 9-bis, DL 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L 21 giugno 2017 n. 96), e delle risultanze della loro applicazione, nonché degli specifici limiti imposti dalla normativa in materia di tutela dei dati personali.

Ai fini dell'elaborazione della predetta proposta, l'Agenzia delle entrate, oltre ai dati sopra indicati, ne acquisisce ulteriori dalle banche dati nella disponibilità dell'Amministrazione finanziaria e di altri soggetti pubblici. L'Agenzia delle entrate elabora e comunica la proposta attraverso i programmi informatici.

Il contribuente può aderire alla proposta di concordato entro il termine previsto dall'art. 17, co. 1, DPR 7 dicembre 2001 n. 435. Per il primo anno di applicazione, il contribuente può aderire alla proposta di concordato entro il termine previsto di seguito per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi.

Concordato per i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale

I contribuenti esercenti attività d'impresa, arti o professioni che applicano gli indici sintetici di affidabilità accedono al concordato preventivo biennale secondo le seguenti modalità.

Possono accedere al concordato preventivo biennale i contribuenti che, con riferimento al periodo d'imposta precedente a quelli cui si riferisce la proposta, non hanno debiti tributari ovvero, nel rispetto dei termini sopra indicati, hanno estinto quelli che tra essi sono d'importo complessivamente pari o superiori a 5.000 euro per tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate, compresi interessi e sanzioni, ovvero per contributi previdenziali definitivamente accertati con sentenza irrevocabile o con atti impositivi non più soggetti a impugnazione. Non concorrono al predetto limite i debiti oggetto di provvedimenti di sospensione o di rateazione sino a decadenza dei relativi benefici secondo le specifiche disposizioni applicabili.

Non possono accedere alla proposta di concordato preventivo biennale i contribuenti per i quali sussiste anche solo una delle seguenti cause di esclusione:

a) mancata presentazione della dichiarazione dei redditi in relazione ad almeno uno dei tre periodi d'imposta precedenti a quelli di applicazione del concordato, in presenza dell'obbligo a effettuare tale adempimento;

b) condanna per alcuni reati (Dlgs 10 marzo 2000 n. 74, art. 2621 cc, artt. 648-bis, 648-ter e 648-ter 1 cp) commessi negli ultimi tre periodi d'imposta antecedenti a quelli di applicazione del concordato. Alla pronuncia di condanna è equiparata la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti.

L'accettazione da parte del contribuente della proposta impegna il contribuente a dichiarare gli importi concordati nelle dichiarazioni dei redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive relative ai periodi d'imposta oggetto di concordato. L'accettazione della proposta da parte dei soggetti di cui agli articoli 5, 115 e 116 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, obbliga al rispetto della medesima i soci o gli associati.

L'Agenzia delle entrate provvede al controllo automatizzato (art. 36-bis, DPR n. 600 del 1973) delle somme non versate, ferma restando l'applicazione delle disposizioni sul ravvedimento (art. 13, Dlgs 18 dicembre 1997 n. 472).

Nei periodi d'imposta oggetto di concordato, i contribuenti sono tenuti:

a) agli ordinari obblighi contabili e dichiarativi;

b) alla comunicazione dei dati mediante la presentazione dei modelli per l'applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Decorso il biennio oggetto di concordato, permanendo i requisiti richiesti e in assenza delle cause di esclusione, l'Agenzia delle entrate formula una nuova proposta di concordato biennale relativa al biennio successivo, a cui il contribuente può aderire.

Reddito di lavoro autonomo oggetto di concordato

Il reddito di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni, rilevante ai fini delle imposte sui redditi, proposto al contribuente ai fini del concordato, è individuato con riferimento all'art. 54, co. 1, del DPR n. 917 del 1986, senza considerare i valori relativi a:

a) plusvalenze e minusvalenze di cui al citato articolo 54, commi 1-bis e 1-bis.1;

b) redditi o quote di redditi relativi a partecipazioni in soggetti di cui all'articolo 5 del citato DPR.

Il saldo netto tra le plusvalenze e le minusvalenze, nonché i redditi derivanti dalle partecipazioni sopra indicati determinano una corrispondente variazione del reddito concordato, ferma restando la dichiarazione di un reddito minimo di 2.000 euro. Nel caso di società semplici e di soggetti a esse equiparati ai sensi dell'articolo 5 del predetto DPR, il limite di euro 2.000 è ripartito tra i soci o associati secondo le rispettive quote di partecipazione.

Reddito d'impresa oggetto di concordato

Il reddito d'impresa, rilevante ai fini delle imposte sui redditi, proposto al contribuente ai fini del concordato, è individuato con riferimento all'art. 56 del DPR n. 917 del 1986 e, per quanto riguarda i contribuenti soggetti all'imposta sul reddito delle società, alle disposizioni di cui alla sezione I del capo II del titolo II del predetto DPR, ovvero, relativamente alle imprese minori, all'articolo 66 del medesimo DPR, senza considerare i valori relativi a:

a) plusvalenze realizzate di cui agli articoli 58, 86 e 87 e sopravvenienze attive di cui all'articolo 88, nonché minusvalenze e sopravvenienze passive di cui all'articolo 101 del predetto DPR;

b) redditi o quote di redditi relativi a partecipazioni in soggetti di cui all'articolo 5 del citato DPR, o a un Gruppo europeo di interesse economico GEIE (art. 11, co. 4, Dlgs 23 luglio 1991, n. 240), ovvero in società ed enti di cui all'articolo 73, comma 1, del predetto DPR.

Il saldo netto tra le plusvalenze, le sopravvenienze attive, le minusvalenze e le sopravvenienze passive, nonché i redditi derivanti dalle partecipazioni di cui al comma 1 determinano una corrispondente variazione del reddito concordato secondo i meccanismi previsti dalle singole disposizioni a esse applicabili.

Le perdite fiscali conseguite dal contribuente nei periodi di imposta precedenti riducono il reddito determinato ai sensi del presente articolo secondo le disposizioni di cui agli articoli 8 e 84 del citato DPR.

In ogni caso il reddito assoggettato a imposizione non può essere inferiore a 2.000 euro. Nel caso di società in nome collettivo e società in accomandita semplice e di soggetti a esse equiparati ai sensi dell'articolo 5 del DPR, nonché dei soggetti di cui agli articoli 115 e 116 del medesimo DPR il limite di 2.000 euro è ripartito tra i soci o associati secondo le rispettive quote di partecipazione.

Valore della produzione netta oggetto di concordato

Il valore della produzione netta rilevante ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive, proposto al contribuente ai fini del concordato, è individuato con riferimento agli articoli 5, 5-bis e 8 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, senza considerare le plusvalenze e le sopravvenienze attive, nonché le minusvalenze e sopravvenienze passive.

Il saldo netto tra le plusvalenze, le sopravvenienze attive, le minusvalenze e le sopravvenienze passive di cui al comma 1 determina una corrispondente variazione del valore della produzione netta concordato ferma restando la dichiarazione di un valore minimo di 2.000 euro.

Effetti del concordato ai fini dell'imposte e dei contributi previdenziali

L'adesione al concordato non produce effetti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, la cui applicazione avviene secondo le regole ordinarie.

Gli eventuali maggiori o minori redditi effettivi, o maggiori o minori valori della produzione netta effettivi, nel periodo di vigenza del concordato, non rilevano ai fini della determinazione delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive, nonché dei contributi previdenziali obbligatori. Resta ferma la possibilità per il contribuente di versare i contributi sul reddito effettivo se di importo superiore a quello concordato.

In presenza di circostanze eccezionali, individuate con decreto del ministro dell'economia e delle finanze, che determinano minori redditi effettivi o minori valori della produzione netta effettivi, eccedenti la misura del 50 per cento rispetto a quelli oggetto del concordato, quest'ultimo cessa di produrre effetti a partire dal periodo di imposta in cui tale differenza si realizza.

Per i periodi d'imposta oggetto di concordato, ai contribuenti che aderiscono alla proposta formulata dall'Agenzia delle entrate sono riconosciuti i benefici previsti a seguito dell'applicazione degli indici di affidabilità (art. 9-bis, co. 11, DL 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L 21 giugno 2017, n. 96).

L'acconto delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive relativo ai periodi d'imposta oggetto del concordato è calcolato sulla base dei redditi e del valore della produzione netta concordati. Per il primo periodo d'imposta di applicazione del concordato preventivo biennale, se l'acconto è versato in due rate, la seconda rata è calcolata come differenza tra l'acconto complessivamente dovuto in base al reddito e al valore della produzione netta concordato e quanto versato con la prima rata calcolata secondo le regole ordinarie.

Cessazione del concordato

Il concordato cessa di avere efficacia a partire dal periodo d'imposta nel quale si verifica una delle seguenti condizioni:

a) il contribuente modifica l'attività svolta nel corso del biennio concordatario rispetto a quella esercitata nel periodo d'imposta precedente il biennio stesso. La cessazione non si verifica se per le nuove attività è prevista l'applicazione del medesimo indice sintetico di affidabilità fiscale.;

b) il contribuente cessa l'attività.

Decadenza del concordato

Il concordato cessa di produrre effetto per entrambi i suoi periodi di imposta nei seguenti casi in cui:

a) a seguito di accertamento, nei periodi di imposta oggetto del concordato o in quello precedente, risulta l'esistenza di attività non dichiarate o l'inesistenza o l'indeducibilità di passività dichiarate, per un importo superiore al 30 per cento dei ricavi dichiarati, ovvero risultano commesse altre violazioni di non lieve entità;

b) a seguito di modifica o integrazione della dichiarazione dei redditi (art. 2, co. 8, DPR 22 luglio 1998, n. 322) i dati e le informazioni dichiarate dal contribuente determinano una quantificazione diversa dei redditi o del valore della produzione netta rispetto a quelli in base ai quali è avvenuta l'accettazione della proposta di concordato;

c) sono indicati, nella dichiarazione dei redditi, dati non corrispondenti a quelli comunicati ai fini della definizione della proposta di concordato;

d) ricorre una delle ipotesi di esclusione (art. 11, Dlgs n. 13/2024) ovvero vengono meno i requisiti richiesti (art. 10, comma 2, Dlgs n. 13/2024);

e) è omesso il versamento delle somme dovute a seguito delle attività di controllo automatizzato.

Con riferimento alla lettera a) sono di non lieve entità:

a) le violazioni constatate che integrano le fattispecie di cui al Dlgs 10 marzo 2000, n. 74, relativamente ai periodi di imposta oggetto del concordato e ai tre precedenti all'ammissione all'istituto;

b) la comunicazione inesatta o incompleta dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, in misura tale da determinare un minor reddito o valore netto della produzione oggetto del concordato per un importo superiore al 30 per cento;

c) le violazioni, relative agli anni oggetto del concordato, di cui:

1) agli artt. 1, co. 1, 2, co. 1, e 5, co. 1, Dlgs 18 dicembre 1997 n. 471;

2) all'artt. 6, commi 2-bis e 3, Dlgs 18 dicembre 1997 n. 471, contestate in numero pari o superiore a tre, commesse in giorni diversi;

3) all'art. 9, co.2, Dlgs. 18 dicembre 1997, n. 471;

4) all'art. 11, co. 5 e 5-bis, Dlgs 18 dicembre 1997, n. 471, nonché all'art. 2 , L. 26 gennaio 1983, n. 18.

Le violazioni di cui alla lettera e) e alle successive lettere a), b) e c), numero 1), non rilevano ai fini della decadenza nel caso in cui il contribuente abbia regolarizzato la propria posizione mediante ravvedimento (art. 13, Dlgs 18 dicembre 1997 n. 472), semprechè la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.

Concordato per i soggetti che aderiscono al regime forfetario

Nei confronti dei contribuenti esercenti attività d'impresa, arti o professioni che aderiscono al regime forfetario di cui all'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014, per il solo periodo di imposta 2024, l'applicazione del concordato preventivo è limitata, in via sperimentale, a una sola annualità. Tali soggetti accedono al concordato preventivo biennale secondo le modalità di seguito indicate.

Non possono accedere al concordato preventivo biennale i contribuenti che hanno iniziato l'attività nel periodo d'imposta precedente a quello cui si riferisce la proposta.

Non possono, altresì, accedere alla proposta di concordato preventivo biennale i contribuenti che non posseggono i requisiti previsti sopra o per i quali sussiste una delle ipotesi sopra elencate.

L'accettazione da parte del contribuente della proposta obbliga il contribuente a dichiarare gli importi concordati nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta oggetto di concordato.

L'Agenzia delle entrate provvede al controllo automatizzato (art. 36-bi, DPR 29 settembre 1973, n. 600) delle somme non versate, ferma restando l'applicazione delle disposizioni sul ravvedimento (art. 13, Dlgs n. 472/1997).

Nei periodi d'imposta oggetto di concordato, i contribuenti sono tenuti agli obblighi previsti per i soggetti che aderiscono al regime forfetario (art. 1, commi da 54 a 89, L n. 190/2014).

Decorso il biennio oggetto di concordato, se non sussistono le cause di esclusione, l'Agenzia delle entrate formula una nuova proposta di concordato biennale relativa al biennio successivo a cui il contribuente può aderire.

Reddito oggetto di concordato

Per i contribuenti che aderiscono al regime forfetario, il reddito d'impresa ovvero di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni di cui all'art. 1, co. 64, primo periodo, della L n. 190 del 2014 oggetto di concordato è determinato secondo le metodologie sopra indicate, ferma restando la dichiarazione di un reddito minimo di 2.000 euro. Resta fermo il trattamento previsto per i contributi previdenziali obbligatori di cui all'art. 1, co. 64, primo periodo, della medesima L 190 del 2014.

Effetti del concordato ai fini dell'imposte e dei contributi previdenziali

L'adesione al concordato non produce effetti a fini dell'imposta sul valore aggiunto, la cui applicazione avviene secondo le regole previste per i contribuenti che aderiscono al regime forfetario.

Gli eventuali maggiori o minori redditi ordinariamente determinati, rispetto a quelli oggetto del concordato, non rilevano, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi nonché dei contributi previdenziali obbligatori, salvo In presenza di circostanze eccezionali, ferma restando la possibilità per il contribuente di versare comunque i contributi sulla parte eccedente il reddito concordato.

In presenza di circostanze eccezionali, individuate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che generano minori redditi ordinariamente determinati, eccedenti la misura del 50 per cento rispetto a quelli oggetto del concordato, lo stesso cessa di produrre effetti a partire dal periodo di imposta in cui tale differenza si verifica.

L'acconto delle imposte sui redditi relativo ai periodi d'imposta oggetto del concordato è calcolato sulla base dei redditi concordati. Per l'anno d'imposta 2024, se l'acconto è versato in due rate, la seconda rata è calcolata come differenza tra l'acconto complessivamente dovuto in base al reddito concordato e quanto versato con la prima rata calcolata secondo le regole ordinarie.

Cessazione del concordato

Il concordato cessa di avere efficacia a partire dal periodo d'imposta in cui si verifica una delle seguenti condizioni:

a) il contribuente modifica l'attività svolta nel corso del biennio concordatario rispetto a quella esercitata nel periodo d'imposta precedente il biennio stesso, a meno che tali attività rientrino in gruppi di settore ai quali si applicano i medesimi coefficienti di redditività previsti ai fini della determinazione del reddito per i contribuenti forfetari;

b) il contribuente cessa l'attività.

Decadenza del concordato

Il concordato cessa di produrre effetto per entrambi i periodi di imposta oggetto dello stesso nei casi in cui si verifica una delle condizioni di decadenza previste per i contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale ove applicabili.

Disposizioni comuni di coordinamento e conclusive

Per i periodi di imposta oggetto del concordato, gli accertamenti (art. 39 DPR 29 settembre 1973 n. 600) non possono essere effettuati, salvo che in esito all'attività istruttoria dell'Amministrazione finanziaria ricorrano le cause di decadenza sopra indicate.

Per l'adesione al concordato preventivo biennale non si applica la disciplina prevista per le comunicazioni e gli adempimenti formali (art. 2, co. 1, DL 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla (L 26 aprile 2012, n. 44).

Agli effetti del presente decreto, quando le vigenti disposizioni fanno riferimento, per il riconoscimento della spettanza o per la determinazione di deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura non tributaria, al possesso di requisiti reddituali, si tiene comunque conto del reddito effettivo e non di quello concordato. Il reddito effettivo rileva anche ai fini dell'indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) .

Differimento termine versamenti del saldo e del primo acconto per il primo anno di applicazione del concordato

I soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell'economia e delle finanze, tenuti a effettuare entro il 30 giugno 2024 i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive e di imposta sul valore aggiunto, per il primo anno di applicazione dell'istituto del concordato preventivo biennale di cui al presente titolo, possono provvedervi entro il 31 luglio 2024 senza alcuna maggiorazione.

Quanto previsto si applica, oltre che ai soggetti che adottano gli indici sintetici di affidabilità fiscale o che presentano cause di esclusione dagli stessi, compresi quelli che adottano il regime di cui all'art. 27, co. 1, DL 6 luglio 2011 n. 98, convertito, con modificazioni, dalla L 15 luglio 2011 n. 111, nonché quelli che applicano il regime forfetario di cui all'art. 1, co. da 54 a 86, L n. 190 del 2014, anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli artt. 5, 115 e 116, DPR n. 917 del 1986.

Revisione dei termini di presentazione della dichiarazione in materia di imposte sui redditi e di Irap e disponibilità dei programmi informatici

Per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2023:

a) i soggetti di cui all'art. 2, co. 1, DPR 22 luglio 1998, n. 322, presentano la dichiarazione in via telematica entro il 15 ottobre dell'anno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta;

b) i soggetti di cui all'art. 2, co. 2, DPR 22 luglio 1998, n. 322, presentano la dichiarazione in via telematica entro il quindicesimo giorno del decimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta.

Per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2024:

a) i soggetti di cui all'art. 2, co. 1, DPR 22 luglio 1998, n. 322, presentano la dichiarazione per il tramite di un ufficio delle Poste italiane S.p.a. tra il 15 aprile ed il 30 giugno dell'anno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta, ovvero in via telematica tra il 15 aprile e il 30 settembre dell'anno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta;

b) i soggetti di cui all'art. 2, co. 2, DPR 22 luglio 1998, n. 322, presentano la dichiarazione in via telematica a partire dal 15 aprile dell'anno successivo, se il periodo d'imposta coincide con l'anno solare, ed entro l'ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta;

c) i sostituti d'imposta, comprese le amministrazioni dello Stato, anche con ordinamento autonomo, gli intermediari e gli altri soggetti di cui all'art. 4, co. 1, DPR 22 luglio 1998, n. 322, presentano in via telematica la dichiarazione di cui al citato comma 1 dal 15 aprile al 31 ottobre dell'anno successivo a quello di riferimento.

Per il periodo d'imposta 2024 i programmi informatici relativi agli indici sintetici di affidabilità fiscale sono resi disponibili entro il 15 aprile dell'anno successivo a quello al quale gli stessi sono riferibili.

di Daniela Nannola

Fonte Normativa

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